Snapchat quotata in borsa. Viber, Uber e Spotify potrebbero seguirla

snapchat in borsa

Snapchat quotata in borsa. Viber, Uber e Spotify potrebbero seguirla

Negli ultimi 15 anni, le classifiche che illustrano le migliori aziende nel mondo si sono rivoluzionate, regalando i molti più posti in cima a quelle del comparto tecnologico.

Fra i colossi abbiamo ormai compagnie americane come Apple, Facebook, Google e Amazon, e non sorprende se a Wall Street approdano sempre più aziende di questo settore.

Una notizia degli ultimi giorni è l’arrivo in Borsa di Snapchat. Il celebre social network che ha iniziato i giovani al principio dello “snap” (letteralmente “schiocco”), secondo cui così come uno stato, una foto viene postata in un attimo, in un attimo scomparirà per sempre, non ha avuto un ciclo di vita rose e fiori. Si registra infatti che nel 2016 la società della Snap Inc. ha chiuso in profondo rosso il suo bilancio.

Ciò non ha fatto desistere la popolare app dall’approdo in Borsa, ma anzi le quotazioni hanno fatto sì che il debutto di Snapchat a Wall Street fosse un vero e proprio boom, secondo gli esperti.

 

spotify in borsa

 

Pronti a vedere Spotify, Uber, Viber e Airbnb?

Si mormora già da prima di Snapchat che in borsa dovessero iniziare a essere quotate anche Uber, Viber e Airbnb e visto le attuali e favorevoli andamenti delle borse non si dovrà aspettare molto per vedere quotate queste società.

Prendiamo l’unica europea, Spotify: la sua fondazione risale al 2006 in Svezia ad opera di Daniel EkMartin Lorentzon, oggi opera in 60 Paesi in tutto il mondo e ha oltre 40 milioni di iscritti con circa 10 milioni di sottoscrittori premium, a pagamento dunque.

Il loro business come la quasi totalità delle startup è altamente innovativo e i margini di crescita sono enormi, come insegna Facebook. Tuttavia dal punto di vista della quotazione e della borsa, non sempre ad alti margini di crescita corrispondo alti profitti. E’ il caso di Twitter e Linkedin, due Social dalle grandi potenzialità che tuttavia non hanno avuto grande successo in borsa a causa della difficoltà di produrre in modo stabile profitti per gli azionisti.

Anche Viber, AirBnb e Uber hanno in mente una quotazione in tempi relativamente brevi, anche perché la prossima startup che migliora ulteriormente la qualità dei servizi che offrono è dietro l’angolo, e l’occasione di monetizzare quanto fatto è sempre una priorità per gli amministratori di tali società. In più, gli azionisti vi hanno creduto nelle fasi iniziali e che hanno raggiunto rendimenti in termini percentuali a quattro cifre, come in questo caso.

Sono azioni da comprare?

Veniamo alla domanda che molti di voi si staranno porranno: Se avessi 100€ da parte queste azioni sarebbero un buon investimento?

Ebbene, come in molti casi accade non esiste una risposta univoca a questa domanda, ma sarebbe giusto rispondere con il classico “dipende”. Ma da cosa? Dalla vostra propensione al rischio, dal vostro orizzonte temporale per esempio.

Riprendiamo il caso dell’offerta pubblica di Facebook. In un primo momento, il valore delle azioni della società guidata da Mark Zuckerberg si è quasi dimezzato in borsa per poi ripartire in modo molto deciso verso l’alto fino a rendere la società una di quelle a maggiore capitalizzazione sul listino tecnologico del Nasdaq.

La quotazione a Wall Street per Facebook fu un incubo. Era il 18 maggio 2012, sui mercati non si parlava d’altro da mesi. Il prezzo fu tirato al rialzo fino all’ultimo: 38 dollari per azione. Il titolo entrò in contrattazione in forte ritardo causa problemi tecnici che diedero luogo a cause e class action. Nei primi minuti ci fu un deciso rialzo, poi un calo durato settimane fino al minimo di 18 dollari per azione. Il modello di business suscitava perplessità soprattutto su mobile. Oggi il titolo vale oltre 61dollari, ma ci ha messo più di un anno per tornare ai livelli dell’Ipo. Le ultime due trimestrali sono andate meglio delle aspettative degli analisti, soprattutto per quanto riguarda il business su mobile. da ilSole24ore.com

Cosa ci dice questo episodio? Il timing negli investimenti è la cosa più importante. Nelle fasi di offerta iniziale, di solito il prezzo è sottostimato per non rischiare che le azioni rimangano invendute, quindi aderire in questa fase di solito paga …e bene, come nel caso di Snapchat.

Nel lungo periodo queste azioni sono invece molto rischiose perché, come dicevamo in precedenza, la nuova Startup che faccia “le scarpe” a queste è proprio dietro l’angolo.

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