Google Translate: avviata una nuova tecnologia per traduzioni più verosimili

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Google Translate: avviata una nuova tecnologia per traduzioni più verosimili

Sono già passati circa 10 anni da quando Google lanciò il suo sistema di traduzione automatica, che è stato d’aiuto a chi non avesse la minima idea del significato di una parola, ma che è stato anche oggetto di scherno per via delle soluzioni improponibili che spesso apparivano sul monitor dopo aver inserito la query.

Celebri per essere prese molto “con le pinze”, le traduzioni automatiche non sono mai piaciute proprio perché – non avendo la capacità e la sensibilità di contestualizzare ogni parola – non erano lontanamente paragonabili a quelle elaborate da un traduttore …persona. Anche per queste ragioni, chi il traduttore lo fa di mestiere cerca sempre un po’ di boicottare software e siti di traduzione automatica come Google Translate.

 

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C’è da dire, però, che fino a poco tempo fa le traduzioni spesso non assomigliavano minimamente a quelle che un traduttore in carne e ossa avrebbe proposto, sfociando addirittura nel ridicolo; da qualche tempo a questa, parte, invece, si è assistito a un cambiamento di qualità dei testi che in pochi avevano sperato di vedere.

E’ successo anche grazie a una nuova tecnologia che Google Translate ha voluto avviare, per alcune combinazioni di lingue, alla fine del 2016. Si tratta delle cosiddette reti neurali.

 

Cosa si intende per reti neurali

Le nuove possibilità di miglioramento delle traduzioni istantanee di Google hanno visto la luce grazie al Google Neural Machine Translation system (GNMT). Questa tecnologia dà risultati decisamente migliori rispetto al sistema utilizzato precedentemente, il quale era basato su sequenze di frasi; il nuovo, al contrario, permette di tradurre intere frasi anziché pezzettino dopo pezzettino. Il sistema padre si chiama machine learning, detto anche in italiano apprendimento automatico, e permette traduzioni più precise e più vicine al linguaggio di un madrelingua, soprattutto nel momento in cui viene tradotta un’intera frase.

 

Nonostante il perfezionamento delle reti, bisogna ammettere che molto hanno fatto, fanno e faranno i suggerimenti dei singoli utenti per migliorare anche una sola parola, analizzata in un determinato contesto. E’ sempre disponibile la possibilità “Suggerisci una modifica”, nonché quella di unirsi alla community di Google Traduttore per contribuire a migliorare, parola dopo parola, contesto dopo contesto, le versioni della lingua in entrata, affinché la resa sia sempre meno scorretta e sempre più vicina a ciò che avrebbe scritto una persona, dotata di una propria sensibilità e intelligenza sulla base di cui, di volta in volta, valuta la contestualizzazione di ogni parola.

 

Detto questo, riuscirà il nuovo sistema di reti neurali a competere davvero con persone reali? Lo scopriremo. Per il momento questa tecnologia è disponibile solo in alcune lingue e combinazioni, fra cui inglese-italiano. A breve dovrebbe essere presente anche nelle traduzioni automatiche delle pagine web aperte con Chrome.

 

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