Film in Streaming, importante sentenza a favore

Film in Streaming, importante sentenza a favore

Non siamo nuovi a sentenze favorevoli ai portali che permettono la visione di film in streaming in Italia e in Europa, ma questa pronunciata poche ore fa da un giudice di Frosinone ha davvero aperto una strada in Italia e rilancia clamorosamente il business. Andiamo ai fatti: nel mese di febbraio di quest’anno il Tribunale di Frosinone ha emesso una sentenza per cui sarebbero “leciti i link ai siti con streaming di film“. La notizia è venuta fuori solo oggi 27/03/2017 in quanto l’avvocato Fulvio Sarzana, che ha difeso il gestore dei siti filmakers ha pronunciato queste parole come riporta repubblica:

“Finalmente un giudice ha riconosciuto che non è automatica la violazione del diritto d’autore se un sito ospita link a streaming di film e musica su internet, anche con banner pubblicitari, se non è chiaro il fine di lucro”, dice Sarzana al nostro sito. “Per la prima volta, è stato ristabilito lo stato di diritto nelle questioni di copyright. Questo è infatti il primo giudice che riconosce che se non ci sono prove sufficienti, un sito non può essere chiuso e il suo gestore sanzionato”, dice Marco Scialdone, docente a contratto in Digital Copyright, presso la Link Campus University di Roma e responsabile del team legale dell’Associazione “Agorà Digitale”, la principale organizzazione italiana in tema di diritti digitali.

“Finora invece in Italia c’è stato un automatismo, come un riflesso culturale più che giuridico: se un sito era bollato come pirata, il giudice non usava le solite cautele per verificare l’impianto probatorio – dice Scialdone. Il tutto perché le tante battaglie politiche fatte dall’industria del copyright ha fatto passare l’idea che certe attività sono di per sé illegali, quindi attenzione del giudice si abbassava nell’affrontare i casi”. Non questa volta, a quanto sembra. “Non conosciamo bene i dettagli del caso non avendovi partecipato, ma dalla sentenza, relativa ad un procedimento civile riguardante l’applicazione di sanzioni amministrative, oltre a emergere la crescente problematica della facilità con cui i gestori mutano il DNS dei siti pirata, risulta evidente la centralità del tema del lucro e dei flussi economici derivanti dalle attività illecite sul web”, commenta Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale FAPAV, la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali.

Si tratta di una sentenza molto rigorosa, emessa dopo una lunga analisi operata dal Giudice sul portale e sulle singole fonti di prova“, sostiene di nuovo Sarzana. “Il giudice, rilevando come l’indicazione di link non possa qualificarsi come messa a disposizione diretta di file protetti dal diritto d’autore ha ritenuta lecita l’attività del portale”. “E questo nonostante la presenza di banner pubblicitari. Il giudice infatti ha evidenziato quanto in sé il file sharing, ovvero la condivisione di file protetti dal diritto d’autore, sia un risparmio di spesa e non una attività con finalità di lucro”. E che quindi non si possano applicare, in quei casi, le disposizioni penali sul diritto d’autore e le conseguenti sanzioni amministrative.

Non basta infatti che il sito produca reddito, ma occorre dimostrare che l’attività di lucro sia collegata alla singola opera e che ne sia il corrispettivo, perché altrimenti siamo in presenza di un risparmio di spesa e non di una attività di messa a disposizione per finalità di lucro”, dice Sarzana.

Il gestore dei portali era stato inizialmente sanzionato per 546.528 euro, con un’ordinanza di ingiunzione. Ovviamente tale provvedimento è stato annullato dal giudice infatti non è stata ritenuta sufficiente la presenza di banner pubblicitari e inoltre non si può chiudere un sito fino a quando non si è provato che i link a esso contenuto non portino ad un guadagno illecito al gestore. Possiamo concludere dicendo che il file sharing, anche quando alcuni di questi file sono coperti da diritto d’autore, non è di per sé un’attività di lucro, ma un risparmio di spesa.

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